Nuove regole sul TFR dal 1° luglio 2026: cosa cambia per gli studi odontoiatrici
Cari Colleghi,
dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove disposizioni sulla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 204), che ha modificato l’art. 8 del D.Lgs. 252/2005.
Le modalità applicative sono state definite dalla delibera COVIP del 19 giugno 2026 e chiarite dalle FAQ del Ministero del Lavoro pubblicate sul portale della previdenza complementare.
La riforma interessa tutti i datori di lavoro privati, ad eccezione dei rapporti di lavoro domestico, e riguarda quindi anche gli studi odontoiatrici che impiegano personale dipendente, quali Assistenti di Studio Odontoiatrico (ASO), igienisti dentali, personale di segreteria e amministrativo.
Le principali novità
Fino al 30 giugno 2026 il lavoratore disponeva di sei mesi dall’assunzione per decidere se destinare il proprio TFR ad un fondo pensione oppure lasciarlo in azienda.
Con la nuova disciplina il sistema cambia radicalmente.
Il lavoratore neoassunto viene infatti iscritto automaticamente ad una forma di previdenza complementare fin dal momento dell’assunzione, senza dover esprimere alcuna volontà.
Entro 60 giorni dall’assunzione potrà:
- rinunciare per iscritto, mantenendo il TFR presso il datore di lavoro secondo quanto previsto dall’art. 2120 c.c.;
- oppure scegliere un diverso fondo pensione rispetto a quello individuato automaticamente.
La rinuncia produce effetti retroattivi, come se l’iscrizione non fosse mai avvenuta.
Attenzione: trascorsi 60 giorni la scelta diventa definitiva
È questo uno degli aspetti più rilevanti della riforma.
Se il lavoratore non presenta alcuna rinuncia entro 60 giorni, il conferimento del TFR al fondo pensione diventa definitivo e non potrà successivamente essere revocato. Il TFR maturando non potrà quindi più essere mantenuto presso lo studio.
Non solo TFR: entrano in gioco anche i contributi
L’adesione automatica comporta non soltanto il conferimento del TFR maturando, ma anche l’attivazione della contribuzione prevista dal contratto collettivo, sia a carico del datore di lavoro sia del lavoratore.
Per gli studi che applicano il CCNL Studi Professionali, che comprende anche l’area medico-sanitaria e odontoiatrica, il fondo di riferimento è Fon.Te., con:
- contributo del datore di lavoro pari all’1,55%;
- contributo minimo del lavoratore pari allo 0,55%,
entrambi calcolati sulla retribuzione utile ai fini del TFR.
Qualora non venga applicato un contratto collettivo che individui uno specifico fondo pensione, trova applicazione la forma pensionistica residuale, attualmente individuata nel Fondo COMETA.
A chi si applicano le nuove regole
È importante distinguere le diverse situazioni.
1. Dipendenti già in forza al 30 giugno 2026
Per i lavoratori già assunti prima del 1° luglio 2026 non cambia nulla. Le nuove disposizioni non hanno effetto sui rapporti di lavoro già in essere e non sono richiesti ulteriori adempimenti.
2. Neoassunti alla prima occupazione
Il lavoratore alla prima esperienza lavorativa viene automaticamente iscritto al fondo pensione e dispone di 60 giorni per rinunciare o scegliere una diversa forma pensionistica.
3. Lavoratori provenienti da un precedente rapporto di lavoro
Occorre distinguere due ipotesi.
Se il lavoratore era già iscritto ad un fondo pensione con conferimento del TFR, entro 60 giorni dovrà comunicare al nuovo datore di lavoro a quale fondo destinare il TFR maturando. In questo caso non è più possibile scegliere di mantenere il TFR presso lo studio.
Se invece nel precedente rapporto aveva mantenuto il TFR presso il datore di lavoro, potrà continuare a farlo, ma dovrà dichiararlo espressamente. In mancanza di una comunicazione, il TFR sarà destinato automaticamente al fondo previsto dal contratto collettivo applicato.
Resta comunque sempre possibile aderire volontariamente ad un fondo pensione in qualsiasi momento successivo.
È proprio questa la situazione che più facilmente può sfuggire durante la fase di assunzione; è quindi opportuno verificare fin dal colloquio la posizione previdenziale del lavoratore che proviene da precedenti esperienze.
Gli adempimenti per il datore di lavoro
Per il titolare dello studio odontoiatrico le novità si traducono soprattutto in nuovi obblighi informativi.
Al momento dell’assunzione sarà necessario:
- consegnare al lavoratore un’informativa scritta contenente le informazioni sul contratto collettivo applicato, sul funzionamento dell’adesione automatica, sulla forma pensionistica individuata, sulle possibili alternative e sui relativi termini;
- acquisire una dichiarazione circa l’eventuale esistenza di una precedente posizione previdenziale con conferimento del TFR;
- raccogliere per iscritto l’eventuale scelta del lavoratore.
In attesa dell’aggiornamento del modello ministeriale TFR2, il Ministero del Lavoro ha predisposto il modello provvisorio TFR3. Fino alla sua adozione definitiva la scelta del lavoratore può comunque essere formalizzata anche mediante una semplice dichiarazione scritta.
È fondamentale conservare tutta la documentazione e consegnarne copia al dipendente, poiché rappresenta la migliore tutela in caso di future contestazioni.
Tre aspetti operativi da ricordare
È utile tenere presenti alcune ulteriori regole:
- i versamenti al fondo pensione iniziano dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, ma comprendono anche gli importi maturati fin dalla data di assunzione;
- la disciplina non si applica ai rapporti di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni;
- il contributo a carico del lavoratore previsto dal contratto collettivo non è dovuto quando la retribuzione annua lorda è inferiore all’importo dell’assegno sociale.
Conclusioni
Alla luce delle nuove disposizioni, è consigliabile che ogni studio odontoiatrico verifichi con il proprio consulente del lavoro il fondo pensione di riferimento e predisponga un pacchetto documentale standard da consegnare a tutti i nuovi assunti.
Si tratta di un adempimento organizzativo che richiede un investimento iniziale limitato, ma che consente di operare correttamente e di ridurre sensibilmente il rischio di contestazioni.
Vi invito a dare la massima diffusione a queste informazioni presso gli Associati dei Vostri territori.
Cordiali saluti.
Il Segretario Sindacale Nazionale
Dott. Lauro Ferrari
